🔄 Aggiornato: maggio 2026 — Articolo originariamente pubblicato nel 2018 e rivisto per riflettere la normativa vigente. Le caratteristiche generali della fideiussione finanziaria descritte restano valide. La normativa di riferimento è oggi l’art. 106 TUB come modificato dal D.Lgs. 169/2012 e successive integrazioni.
Chi sono i destinatari più frequenti?
La fideiussione finanziaria viene ad essere richiesta soprattutto in presenza di lavoratori autonomi, per ragioni facili da comprendere, da ricondurre al rischio di mancato assolvimento delle proprie obbligazioni. Sebbene la richiesta di tale garanzia da parte di privati rappresenti di certo il caso più diffuso, non è questa l’unica fattispecie in cui essa trova applicazione: nella prassi viene richiesta una fideiussione finanziaria anche al fine di ottenere un prestito a tasso agevolato dalle Regioni e dallo Stato, perché, sarà bene non dimenticarlo, anch’essi in un modo o in un altro sono chiamati nella prassi ad operare con denaro allorquando partecipino a gare d’appalto pubbliche, ad esempio, o quando sono chiamati a sottoscrivere un contratto di locazione ad uso commerciale.Chi può assumere il ruolo di fideiussore?
Il ruolo di fideiussore, in seno alla fideiussione finanziaria, può essere assolto da qualsiasi individuo che possieda un reddito dimostrabile ed una base creditizia solida, oltre al possesso di proprietà immobiliari. Egli deve inoltre dimostrare di avere pienamente, senza riserva alcuna, saldato i propri debiti e, requisito irrinunciabile, non deve essere iscritto nelle banche dati come cattivo pagatore. Come ben si comprende, i requisiti non sono certo pochi e, a ben vedere, è difficile che nella prassi si possa reperire un individuo, amico o parente che sia, in possesso di tutti queste “buone qualità”. La soluzione alternativa esiste: nel mercato si sono andate a profilare associazioni ed istituti, quali banche, società assicurative e finanziarie specializzate nel campo della fideiussione finanziaria.Quando richiedere la fideiussione finanziaria
Uno degli errori, o malintesi, più comuni che viene a generarsi in occasione di optare per la fideiussione finanziaria è quello di farlo quando le rate sono ormai scadute. Per un corretto operare di tale fattispecie il ricorso al fideiussore dovrebbe avere luogo prima di trovarsi a versare in difficoltà economiche. Tale strumento finanziario è particolarmente in voga nei rapporti commerciali più variegati, nella stipula di contratti, nel campo del disbrigo di iter burocratici, e, come chiarito, anche nella partecipazione, da parte di enti ed associazioni pubbliche, a gare di appalto transazioni commerciali. La fideiussione finanziaria viene richiesta, con molta frequenza, nel franchising ed anche nell’ambito della locazione, con la possibilità per il proprietario di un immobile di arginare il fenomeno sempre più frequente della morosità. Come si comprende, ricorrere alla fideiussione finanziaria può limitare sensibilmente tutti i tipi di rischi correlati a tutti questi settori ed a questi rapporti giuridici.Aggiornamento normativo (maggio 2026)
Il quadro normativo della fideiussione finanziaria è stato aggiornato rispetto al 2018:
- Albo Unico ex art. 106 TUB — riorganizzato dal D.Lgs. 169/2012. Gli intermediari finanziari iscritti sono vigilati direttamente da Banca d’Italia.
- Capitale minimo — €2 milioni per intermediari ordinari, €3 milioni per quelli abilitati al rilascio di garanzie verso il pubblico.
- Riserve di legge — solo gli intermediari iscritti possono rilasciare fideiussioni a favore di pubbliche amministrazioni e Agenzia delle Entrate.
- Trasparenza — applicazione integrale della normativa MIFID II e disciplina trasparenza Banca d’Italia (Provvedimento del 29 luglio 2009 e successive modifiche).
Verifica sempre, prima di accettare una fideiussione finanziaria, che l’intermediario sia iscritto agli elenchi pubblicati da Banca d’Italia.